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Storydoing: cos’è e come farlo per un brand

In molte strategie di comunicazione c’è un errore di valutazione enorme.
È sbagliato, infatti, credere che per vendere oggi basti descrivere il prodotto/servizio offerto, enunciare le caratteristiche e i vantaggi derivanti dall’utilizzo dello stesso.
Purtroppo non è così, oggi tutti i brand e le aziende comunicano in qualche modo. Inoltre, la democratizzazione del mercato – dovuta soprattutto all’accessibilità delle tecnologie e dei mezzi di produzione – ha resto quest’ultimo molto più competitivo del passato con tanti concorrenti che vendono lo stesso prodotto o uno molto simile. Va da sé che qualunque azienda che si limita soltanto a descrivere il proprio prodotto rimarrebbe, a lungo andare, schiacciata dai suoi competitor (quello con più budget, quello con più brand ed heritage).
Ecco perché oggi è più che mai è necessario ricorrere a una strategia fondamentale: lo storydoing.
Ora tieni a mente questo termine, ci torneremo poi, ma prima facciamo un passo indietro per capire da dove deriva.
Nel mercato della comunicazione pervasiva ci sono due variabili, la seconda conseguente alla prima, che possono aiutarci a dare del valore aggiunto al nostro prodotto/servizio, ovvero contribuiscono ad aumentare il valore percepito del prodotto impedendoci così di  affogare nell’oceano rosso dei nostri competitor:
 
Di cosa parliamo? Attenzione a questi due aspetti:

l’arte dello storytelling e il branding.

Cos’è lo storytelling:

Nella sostanza, lo storytelling è una tecnica di comunicazione che consiste nell’impacchettare gli eventi, le informazioni, i valori di un’azienda in una storia appassionante per il pubblico target. Insomma si formula una storia per veicolare alcuni messaggi e stimolare il proprio pubblico a effettuare delle azioni.
Lo storytelling però non è una strategia di scrittura persuasiva, perché non ha interesse a influenzare DIRETTAMENTE la psicologia del target, ma punta piuttosto all’emozione e alla suggestione.

Cos’è il branding:

Il Brand è l’immagine percepita del prodotto, che va oltre il prodotto in sé e il branding è la strategia pensata per creare quell’immagine. Lo storytelling contribuisce (insieme al packaging, al tone of voice, alla USP, alla customer care…) a definire il brand di un’azienda. Ora ci sono alcuni capisaldi di storytelling imprescindibili in tutte le situazioni.
In questo articolo però vogliamo andare oltre e parlarti dell’evoluzione dello storytelling (che abbiamo enunciato all’inizio di questo pezzo): lo storydoing.

Cos’è lo storydoing, l’evoluzione dello storytelling

Siamo in un mercato dominato dai prosumer, ovvero un mercato che ha eliminato la tradizionale dicotomia tra produttore e consumatore. Oggi, infatti,  i consumatori sono ANCHE produttori, sono, cioè, in grado di determinare il destino e le scelte commerciali di un’azienda attraverso le loro preferenze d’acquisto, le recensioni, le proposte pervenute sulle svariate piattaforme d’interazione fornite dal web. Allo stesso modo molti consumatori grazie alla disponibilità di tecnologie sempre più a buon mercato dove possono diventare produttori di beni e servizi con piccoli investimenti, cosa impensabile fino a un decennio fa.
In questo contesto di dominio del prosumer nasce lo storydoing. Lo Storydoing, infatti, a differenza dello storytelling, non è solo una storia raccontata dal brand, ma è una storia raccontata attraverso i fatti e il consumatore stesso. Permette al pubblico interessato di raccontare il brand in maniera attiva, che diventa co-protagonista della narrazione aziendale attraverso le sue azioni.
Facciamo un esempio pratico per spiegarci meglio: se gli utenti comprano un nostro prodotto e ne parlano nelle loro stories Instagram diventano portavoce – a modo loro – del brand e della sua storia, stanno facendo dello storydoing!

Come fare dello storydoing?

Il pubblico per essere indottrinato indirettamente a promuovere il brand e comunicare spontaneamente i messaggi e la storia pensata dall’azienda, deve diventare, in poche parole, un ambassador, ovvero un suo sostenitore attivo.
Ogni strategia di comunicazione aziendale che si rispetti, infatti, ha come obiettivo collaterale quello di creare una community attiva che sostenga in prima persona il brand. Una community attiva, empatica, diviene terreno di coltura per la comunicazione efficace di complemento e si farà voce dei valori, della filosofia e dei messaggi del brand stesso.

In questo articolo abbiamo spiegato cos’è lo storydoing perché è considerata la nuova frontiera dello storytelling e perché un’azienda interessata a fare del web marketing efficace dovrebbe usare questo strumento per emergere nel proprio mercato.
Se hai bisogno di supporto per la tua strategia aziendale e capire come implementare lo storydoing nella tua strategia aziendale, puoi contattarci agli appositi recapiti.

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