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Lanciare un prodotto? Il segreto è studiare il pubblico

C’è un errore grossolano che commettono gli imprenditori di sovente ma in cui, spesso, cadono anche specialisti e professionisti del settore comunicativo.
Qual è questo errore? Quello di ragionare troppo sui competitor e non sul mercato sul quale si affacciano nel momento in cui decidono di promuovere un prodotto/servizio .

Spieghiamoci meglio con un esempio pratico: prima di lanciare la sua palestra, l’imprenditore come prima cosa solitamente si domanda quali sono le palestre della sua città: cosa offrono, i prezzi medi degli abbonamenti, il tipo di attrezzature possedute. Davvero in tanti ragionano così istintivamente. E non è una cosa sbagliata interessarsi ai concorrenti, sia chiaro.  Ma fossilizzarsi su questa analisi preliminare come fosse l’unica cosa da fare rischia di portare soltanto ad una proposta-copia delle tante altre che ci sono già in quel mercato. E ciò non basta per rispondere alle concrete esigenze delle persone e distinguersi in quel dato mercato.
Piuttosto bisogna pensare all’unica cosa che conta: il  pubblico che compone quel mercato. Ovvero, in una nicchia di mercato ci sono persone in carne e ossa, con proprie preferenze, interessi, desideri, problemi. Insomma, c’è bisogno di un marketing più umano nell’approccio più che nell’esecuzione. Prima di ogni lancio bisogna chiedersi: cosa vuole il mio pubblico? E facendo riferimento all’esempio: cosa cerca il pubblico interessato ad una palestra?

Come lanciare un prodotto?

E tranquilli, è tutt’altro che difficile sposare questa attitudine “umana”. Internet, infatti, ha permesso qualcosa di straordinario: permette di raccogliere informazioni discorsi, volontà, intenti di consumo in maniera aggregata con pochi click. Cosa impensabile fino a qualche decennio fa e che vi assicuriamo che i pubblicitari e i titolari d’impresa di una volta avrebbero sborsato oro per avere questa possibilità.
Ora, uno potrà pensare che di chissà quali tool a pagamenti bisogna servirsi per raccogliere questi dati di grande valore,  qualcosa tipo alla CSI applicato al marketing con ologrammi che danno proiezioni di guadagni o algoritmi super-intelligenti alla stregua di quello promosso da Mirko Scarcella. Invece no, per analizzare in profondità il nostro pubblico e fare un’analisi di mercato adeguata abbiamo degli strumenti alla portata di tutti. Infatti, i migliori strumenti analitici e predittivi sono proprio quelli più utilizzati dalle persone come motori di ricerca, social, siti ultra-visitati, forum.

Perché la cosa fondamentale per lanciare il proprio prodotto o servizio è trovare le informazioni.
Senza le informazioni, senza dati non si va da nessuna parte, sia chiaro.
Ciò che è fondamentale è che un buon imprenditore o un buon marketer è quello di accumulare informazioni così da colpire in maniera efficace il proprio target da più angoli (ovvero, far leva su bisogni, problemi differenti ma sempre legati allo stesso tema).

Quali informazioni bisogna raccogliere?

Informazioni quantitative e informazioni qualitative. Con le prime ci riferiamo ai dati di ricerca ai secondi a i dati conversazionali che sono tutti presenti e consultabili online usando i tool giusti.

Dati di ricerca (ovvero informazioni quantitative)

Come dicevamo sopra, ci servono capire quali sono i bisogni, i problemi, le esigenze relative al nostro business. Tutto questo possiamo capirlo sondando le parole associate e gli intenti di ricerca relativi al prodotto/servizio che proponiamo. In soccorso ci giungono alcuni tool fondamentali: Google Trends e le ricerche correlate di Google. Con Trends possiamo conoscere davvero di tutto. Vedere le query associate alla parola, gli argomenti. Dove sono più ricercate, con che stagionalità.
Scrivendo “palestra” su Google Trends guardate quali sono i risultati e quanti spunti abbiamo già per fare del buon web marketing:

lanciare un prodotto query e argomenti correlati
esempio dei risultati di Google Trend

In pratica con queste info possiamo già sapere come crearsi una buona attrezzatura da palestra a casa, che la gente preferisce avere una gran varietà di manubri a disposizione. Chiaro che le ultime ricerche risentono dell’emergenza pandemica e l’esigenza di crearsi una home gym.

Le ricerche correlate, invece, sono dei suggerimenti tematici che ci da Google in base alla parola chiave inserita (li trovate in basso in ogni pagina dopo una ricerca) sulla base dei milioni di ricerca.

Uno screen delle ricerche correlate fornita da Google

Un altro tool interessantissimo è Answer the public uno strumento che, inserendo una parola chiave (e selezionando la località della ricerca), ci da una mappatura completa delle domande, preposizioni e delle comparazioni associate alla nostra parola chiave. Ad esempio con Palestra sappiamo che:

Dati conversazionali (ovvero le informazioni qualitative)

Per lanciare un prodotto non bastano solo i dati quantitativi. Di grande valore sono i dati qualitativi ovvero quelli conversazionali. E sì, perchè gran parte delle conversazioni che avvengono fra le persone con l’avvento delle piattaforme social e web sono passate online. Queste piattaforme permettono di incontrare persone che hanno interessi simili e quindi fanno fiorire spontaneamente delle conversazioni, concentrate, rintracciabili, pubbliche.
Per raccogliere queste informazioni possiamo sia cercare i forum di settore o i gruppi Facebook del settore. O ancora usare tool come Mention che rintracciano su tutti i social le discussione pubbliche su un brand o un determinato tema (attraverso l’utilizzo di hashtag).

Quelli appena enunciati sono alcuni modi per impostare un’analisi di mercato e prepararsi al lancio del proprio prodotto/servizio. Sia chiaro: un’indagine di mercato efficace non è fatta solo di dati e informazioni, ricerche delle tendenze ma anche di un’impostazione strategica e di una guida sapiente nel trattare i dati raccolti. Così come il successo di un’impresa dipende in primis dal porsi le domande giuste così da condurre l’azienda in un percorso virtuoso.

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